giovedì 16 novembre 2017

Cornovaglia Dreaming

In un passato ormai piuttosto lontano ho visitato più volte l'Inghilterra, per motivi di studio o per un viaggio vacanza, ma per ragioni del tutto casuali  non sono mai stata nella parte sud occidentale dell'isola, nella piana di Salisbury ad esempio, o ancora più in là, nel Devon e nella parte estrema della Cornovaglia
 
 
 

 

D'altra parte il mondo è grande e qualche viaggio non basta per vederlo tutto , mi dicevo. Guardando però a ritroso nel tempo, ho notato una circostanza curiosa che mi ha ricordato quel detto Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto...
 
Nel caso specifico infatti, se io non sono andata in Cornovaglia, la Cornovaglia è venuta da me, attraverso i libri e la tv.
 
Più o meno negli anni '80 infatti acquistarono grande popolarità i romanzi "rosa" della scrittrice britannica Rosamund Pilcher. Le love stories  raccontate in quei libri erano in verità piuttosto banali e ripetitive, tanto che al secondo capitolo già si intuiva come si sarebbero concluse... Quello però che mi piaceva di quelle storie era l'ambientazione: la Cornovaglia soprattutto. La Pilcher veniva da quella regione, la conosceva bene e sapeva descriverla come luogo incantevole ricco di cottages con i tetti di paglia e piccoli giardini traboccanti di fiori,  dimore di campagna al centro di vaste tenute, pittoreschi villaggi di pescatori , insenature piene di vele e ardite scogliere a picco sul mare.

 
 
 
 

 
 

 
 

 
 

 
 

 
 


 
 
 

 
Come se  non bastassero i libri ad accendere la fantasia, molti di quei romanzi diventarono film per la tv, trasmessi con frequenza per altro, e così i luoghi immaginati nella fantasia diventavano luoghi reali. Ormai la febbre di Cornovaglia mi aveva contagiato e per vedere le immagini di quei giardini, di quelle dimore,di quel mare ero disposta a sorbirmi anche le storie sdolcinate, gli attori sconosciuti e l'atroce abbigliamento con cui la produzione tedesca  vestiva il cast....
 

 








 
A distanza di tempo, da un paio d'anni a questa parte, la montagna è tornata a tentarmi con le sue suggestioni e con strumenti ancora più persuasivi: con la serie televisiva della BBC, Poldark , da tre stagioni in onda su LaEffe, mi sto appassionando ad una Cornovaglia del passato, quella della fine del Settecento, la Cornovaglia delle miniere , della povertà, di un mare spesso crudele.



 

 
 
 
 
 
 




 
 
 














La serie tv è la trasposizione di alcuni dei 12 romanzi  con cui Winston Graham  racconta la saga dei Poldark.






Winston Ghaham  è uno scrittore inglese (1908-2003) che ha scritto numerosi romanzi, tra cui Marnie, da cui è stato tratto il famoso film omonimo diretto da A. Hitchcock nel '64.

Per oltre quarant'anni visse in Cornovaglia e proprio in questo ambiente che gli era evidentemente famigliare, è ambientata la saga dei Poldark.
Se è stato bello seguire le vicende di Ross in TV, ancor più bello è stato leggerle nei romanzi di Graham. Per ora è stato possibile scaricare sul  Kindle i primi tre della serie, gli unici al momento in italiano, mentre, per essere in pari con quanto visto in tv, ho dovuto scaricare il quarto in inglese.

Sullo sfondo di avvenimenti storici di rilievo che hanno caratterizzato il passaggio dal '700 all'800 in Europa, Winston colloca storie comuni  di personaggi inseriti in un tessuto sociale che vede contrapposti il relativo benessere della piccola nobiltà di campagna e la condizione di estrema povertà di chi non ha alcun tipo di sostentamento. In questo contesto i singoli personaggi vengono ben rappresentati, con attenzione e sensibilità, ciascuno con i propri pregi e difetti.



















In attesa di conoscere le prossime vicende della saga, potrei finalmente decidermi a un viaggetto in Cornovaglia....e se poi la realtà non corrispondesse alle mie aspettative ???  Tutto il tempo dedicato alla costruzione di un sogno potrebbe risultare sprecato...
Meglio starsene a casa, leggere un libro, guardare la serie tv, immaginare giardini lussureggianti, bianche scogliere e continuare a credere che la Cornovaglia è il posto più bello del mondo.

 

mercoledì 15 novembre 2017

Crocette a Milano.



Avendo già conosciuto in passato l'abilità e il gusto raffinato di questo gruppo di ricamatrici, non potevamo certo mancare a questa  mostra dedicata ai temi del Natale.


C'è chi crede che Milano sia una città snaturata dal progresso, dal lavoro, dal traffico, dalla frenesia di chi ci vive... non è affatto così e ve ne rendete conto se percorrete i viali alberati del centro su cui si affacciano gli attici di palazzi signorili , in un sabato pomeriggio d'autunno come questo, con il sole che illumina gli antichi mattoni della basilica di Sant'Ambrogio.
La mostra si tiene proprio lì, nell'Antiquum Oratorium Passionis.

I lavori  sono esposti in base a progetti o a temi realizzati in gruppo nel corso degli ultimi anni.

La mostra non può far altro che confermare la creatività e l'abilità di questo gruppo di ricamatrici, sicuramente frutto della passione, dell'applicazione , dell'impegno , ma anche dell'amore per questa forma d'arte nobile e antica.
E dopo aver raccolto tanti stimoli, tante idee per nuovi lavori ( o per quelli lasciati a metà...), torniamo a casa soddisfatte.
In un angolo un po' trascurato del cortiletto accanto all'uscita dall'Oratorium ,una rosa si lascia accarezzare dall'ultimo raggio di sole.